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Vespe


Ord.: Imenotteri – SottOrd.: Apocrita – Sez.: Aculeata – SuperFam.: Vespoidi

Descrizione
Sono insetti lunghi da 1 a 5 cm, generalmente di colore bruno o nero a strisce gialle, ma sono presenti specie tropicali variamente colorate, a scopo di avvertimento contro possibili predatori (aposematismo). Sono glabre o scarsamente pelose. Le varie specie si distinguono essenzialmente dai disegni sul capo e sull’addome. Il corpo è costituito da capo, addome e torace. Il 1° segmento addominale è fuso con il torace, e tra questo e il 2° segmento addominale presentano un tipico restringimento detto “vita” (il famoso “vitino da vespa”). Hanno 3 paia di zampe e 2 paia di ali membranose; le ali posteriori sono più piccole delle anteriori e sono unite a esse mediante una fila di minuscoli uncini. A riposo vengono piegate longitudinalmente lungo il copro. L’apparato boccale è di tipo lambente-masticatore, con una ligula più corta delle api, che non permette loro di succhiare. Gli occhi sono emarginati al lato del capo e a forma di mezzaluna. I maschi hanno le antenne più lunghe. Le femmine sono dotate di un pungiglione avvelenato all’estremità dell’addome, che viene utilizzato solo per difesa e non per pungere le prede. È retrattile e inetta nella vittima un veleno emolitico, neurotossico, contenente anche istamina. La puntura è molto dolorosa e nell’uomo può creare arrossamenti, gonfiori, ematomi e allergie anche gravi, fino allo shock anafilattico. Bisogna però precisare che generalmente pungono solo se disturbate, in tal caso possono aggredire in sciami, soprattutto se si tenta di toccare il loro nido.

Caste
Le Vespe o Vespidi sono insetti sociali, ossia vivono in colonie organizzate: c’è la classe riproduttiva costituita dalla casta delle femmine fertili, dalle dimensioni maggiori (1 o più regine) e dalla casta dei maschi (presenti solo nel periodo riproduttivo d’estate) e poi c’è la classe lavorativa, costituita dalle femmine sterili (casta delle operarie) di dimensioni inferiori, che fungono da nutrici, costruttrici e riparatrici del nido, ricercatrici di cibo e guardiane. Le tre caste hanno dimensioni e caratteristiche morfologiche diverse. Si tratta comunque di società meno evolute, rispetto quelle delle api o delle formiche. Tali colonie hanno una vita che dura dalla primavera, all’inizio dell’inverno, in quanto in tarda estate la regina smette di deporre uova, attendendo che si liberino le cellette più grandi, per deporre sia uova fecondate, da cui nasceranno però femmine feconde, che uova non fecondate, da cui nasceranno maschi. Quando questi saranno pronti, usciranno per accoppiarsi, mentre la vecchia regina si allontanerà dal nido, per andare a morire da sola. Con i primi freddi anche le operaie moriranno e sopravvivranno solo le nuove regine fecondate, che si ripareranno in stato di ibernamento nel vecchio nido o in nascondigli sicuri: sottotetti, fessure nei muri, sotto la corteccia degli alberi, per poi ricominciare il ciclo costituendo una nuova colonia, in un nuovo favo. Nel corso di un’estate la regina può produrre (non contemporaneamente) da alcune decine a più di 100.00 individui, a seconda della specie.

Nidi
Le vespe non producono cera e i loro nidi, di colore grigio, sono costruiti con un materiale simile al cartone, ottenuto masticando e impastandolo il legno con la saliva (da qui il soprannome di vespe cartonaie). Questo legno viene prelevato dagli alberi e ovunque sia possibile, arrecando anche danni ai manufatti. I nidi vengono iniziati dalla regina, che dapprima crea una base di fissaggio, una piccola volta a forma di ombrello e poi un peduncolo a cui viene sospeso il nido, costituito dal primo strato di cellette esagonali aperte verso il basso, in cui depone le uova, che cementa alla cella e nutre con insetti masticati. Con la nascita delle prime operaie la regina si occuperà solo della ovideposizione, mentre le operaie proseguiranno la costruzione del nido, con altri strati di cellette, sospesi in piani orizzontali al di sotto del primo, tramite altri peduncoli. Poi l’intero complesso verrà ricoperto da una lamina di cartone, a scopo protettivo, impermeabile, costituita da lobi e con l’entrata posta in basso. I nidi si possono trovare, a seconda della specie, sui rami, sulle rocce, nelle cavità dei tronchi, sottoterra, attaccati alle radici delle piante, nei camini, nei sottotetti, sotto le grondaie, sotto le verande, sotto le serre, nelle vetture abbandonate, nelle crepe dei muri, nei celetti delle serrande, ecc.

Abitudini
Le vespe producono feromoni, sostanze chimiche con le quali si scambiano informazioni. Ad esempio la regina, mediante lo spargimento o meno di un feromone sulle uova fecondate, determina la nascita di operaie o future regine, poiché verranno alimentate differentemente dalle operaie. Vengono usati feromoni anche in caso di pericolo, per richiamare le compagne.
Il ciclo vitale della vespa presenta metamorfosi completa passando da uovo, larva, pupa, ad adulto. Quando le uova si schiudono, le larve, che rimangono nelle celle, vengono accudite e nutrite dalle operaie. Poi, divenute mature, si impupano in bozzoli di seta, sempre all’interno della celletta. Tra la deposizione e lo sfarfallamento passano circa 4-6 settimane. Ogni cella del nido viene riutilizzata più volte.
Le vespe adulte si nutrono di sostanze zuccherine, quali nettare (ove la corta ligula glielo permetta) e frutta, inoltre prelevano piccoli frammenti di cadaveri di animali o di pesci e predano piccoli insetti e larve, che masticano e poi utilizzano per nutrire le larve allevate nel nido, dalle quali in cambio prelevano le sostanze zuccherine, contenute nella loro saliva. Generalmente non fanno scorte alimentari nel nido. Hanno un ruolo utile in agricoltura, in quanto oltre a favorire l’impollinazione, esercitano un’azione di controllo su altri insetti dannosi, sebbene attacchino anche le api.
Verso la fine dell’estate, quando le ultime larve sono mature per l’impupamento, le operaie smettono di alimentarle e quindi di cercare alimenti proteici e sono libere di dedicarsi alla ricerca di sostanze zuccherine. Questo è il momento in cui possono essere più aggressive ed entrare nelle cucine di abitazioni, mense, attività alimentari, in cerca di frutta, sciroppi e marmellate. Ciò può costituire un rischio per la salute, in quanto oltre a pungere l’uomo, possono contaminare gli alimenti, essendo potenziali vettori meccanici di organismi patogeni (Escherichia coli, Salmonella spp, etc.) poiché frequentano anche allevamenti, depositi di rifiuti, cassonetti, escrementi, etc. Inoltre rovinano la frutta, rendendola inadatta alla commercializzazione.

Parassitismo
Vi sono alcune specie di vespe, che agiscono da parassita di altre specie. Esse penetrano nei nidi in costruzione, uccidono le regine e depongono le loro uova nelle cellette libere, accudite dalle operaie della specie parassitata, rese schiave. Da queste uova nasceranno solo femmine feconde e maschi adibiti alla riproduzione. Non presentano pertanto una casta operaia, ma sfruttano quella della specie sottomessa.

Vespe solitarie
Esistono altre specie di vespe, dette vespe solitarie, che non hanno una colonia, ma conducono vita solitaria, esse costruiscono piccoli nidi ben riforniti di scorte di cibo.

VESPA COMUNE

Ord.: Imenotteri – SottOrd.: Apocrita – Sez.: Aculeata – SuperFam.: Vespoidi – Fam.: Vespidi – Gen.: Vespula – Sp.: Vespula vulgaris

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È una vespa sociale. L’operaia è lunga circa 1,7 cm e la regina fino a 3,5 cm. L’addome è tronco, tozzo, nel punto di intersezione col torace. Il nido è costruito da pasta di legno e saliva ed è posto sottoterra, ma anche in cavità di alberi e di costruzioni o sotto i cornicioni. Ha colonie di oltre 10.000 esemplari.

VESPA GERMANICA

Ord.: Imenotteri – SottOrd.: Apocrita – Sez.: Aculeata – SuperFam.: Vespoidi – Fam.: Vespidi – Gen.: Vespula – Sp.: Vespula germanica

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È una vespa sociale. L’operaia è lunga circa 1,3 cm e la regina fino a 2,5 cm. L’addome è tronco, tozzo, nel punto di intersezione col torace. Il nido è costruito da pasta di legno e saliva ed è posto soprattutto sottoterra, ma anche in cavità di alberi e di costruzioni o sotto i cornicioni. Il nido può possedere più regine. Le colonie sono molto numerose e talvolta riescono a superare l’inverno.

VESPA ROSSA

Ord.: Imenotteri – SottOrd.: Apocrita – Sez.: Aculeata – SuperFam.: Vespoidi – Fam.: Vespidi – Gen.: Vespula – Sp.: Vespula rufa

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È una vespa sociale. L’addome è tronco, tozzo, nel punto di intersezione col torace e i primi segmenti presentano caratteristiche strisce e macchie rosse, come anche le zampe. Il nido è costruito da pasta di legno e saliva ed è posto nel terreno, ma non completamente interrato. È piuttosto piccolo e contiene poche centinaia di individui.

VESPA AUSTRIACA o VESPA CUCULO

Ord.: Imenotteri – SottOrd.: Apocrita – Sez.: Aculeata – SuperFam.: Vespoidi – Fam.: Vespidi – Gen.: Vespula – Sp.: Vespula austriaca

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È una specie parassita, che si insedia nei nidi di vespa rossa, ove depone le sue uova, che poi vengono accudite dalle operaie dell’altra specie, non avendo una propria casta operaia. Ha capo, torace e addome più larghi delle altre vespule.

VESPA ARBORICOLA

Ord.: Imenotteri – SottOrd.: Apocrita – Sez.: Aculeata – SuperFam.: Vespoidi – Fam.: Vespidi – Gen.: Dolichovespula – Sp.: Dolichovespula sylvestris

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È una vespa sociale. L’operaia è lunga circa 2,2 cm. L’addome è tronco, tozzo, nel punto di intersezione col torace. Costruisce nidi in pasta di legno e saliva, sottoterra o appesi ai rami degli alberi, rivestiti da un involucro resistente e pluristratificato.

VESPA NORVEGESE

Ord.: Imenotteri – SottOrd.: Apocrita – Sez.: Aculeata – SuperFam.: Vespoidi – Fam.: Vespidi – Gen.: Dolichovespula – Sp.: Dolichovespula norvegica

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È una vespa sociale. L’operaia è lunga circa 1,3 cm e la regina fino a 1,7 cm. Il torace è ricoperto di peluria. L’addome è tronco, tozzo, nel punto di intersezione col torace. Costruisce piccoli nidi in pasta di legno e saliva, appesi ai rametti di arbusti, rivestiti da un involucro resistente e pluristratificato.

VESPA CRABRO o CALABRONE

Ord.: Imenotteri – SottOrd.: Apocrita – Sez.: Aculeata – SuperFam.: Vespoidi – Fam.: Vespidi – Gen.: Vespa – Sp.: Vespa crabro

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Le Vespe Crabro o Calabroni, (differenti dai Bombi erroneamente detti calabroni), sono grosse vespe, con il corpo glabro, di colore bruno-rossiccio, con strisce e macchie gialle. La femmina raggiunge i 5 cm di lunghezza, mentre le operaie e i maschi sono lunghi circa 2,5 cm. Sono le vespe più grandi in Europa. Nonostante il ronzio del loro volo, sono i meno aggressivi tra gli imenotteri e solitamente non pungono, se non molestati. Però le loro punture sono molto più pericolose di quelle delle vespe, 5 punture possono uccidere un uomo e 9 un cavallo. A differenza delle altre specie, i calabroni conservano una parziale attività nelle ore notturne e sono carnivori, predando vari insetti, tra cui api e altre vespe. Il nido, costituito di pasta di legno e saliva, è generalmente di forma sferica, se lo spazio lo consente, e comunque molto grande dai 60 ai 100 cm, con le celle, che si aprono verso il basso. Esso viene posizionato preferibilmente nelle cavità di tronchi, ma anche di vecchi edifici, nei sottotetti, preferibilmente attorno ad aree abitate. Le colonie sono costituite da circa 300-500 esemplari.

VESPE CARTONAIE

Ord.: Imenotteri – SottOrd.: Apocrita – Sez.: Aculeata – SuperFam.: Vespoidi – Fam.: Vespidi – Gen.: Polistes

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I Polistes, detti vespe cartonaie (es. Polistes gallicus) per i nidi che sembrano fatti di cartone, sono vespe sociali, che vivono in colonie poco numerose. Hanno un corpo privo di peli e addome lungo a forma di fuso. Possono essere infatti facilmente riconosciuti, per la parte anteriore dell’addome appuntita. Sono lunghi circa 1,5 cm e volano mantenendo le zampe molto larghe. Il loro nido, di piccole dimensioni, è disposto orizzontalmente, piatto o leggermente a cupola (a forma di ombrello) e completamente aperto, senza copertura esterna, con le cellette visibili (da 50 a 300). Viene costruito con polpa di legno masticata e fissato mediante un piccolo peduncolo alle piante, alle rocce, sotto le tettoie, grondaie, muretti, dentro gli edifici, su pali o tralicci, all’interno di tubi e piccole cavità.

VESPE VASAIO

Ord.: Imenotteri – SottOrd.: Apocrita – Sez.: Aculeata – SuperFam.: Vespoidi – Fam.: Eumenidi – Gen.: Eumenes

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Gli Eumenes, dette vespe vasaio (es. Eumenes coarctatus o Eumenes pedunculatus), sono specie solitarie, riconoscibili per il loro “vitino” molto stretto, seguito da un segmento gastrale anch’esso ristretto, a forma di campana. Vivono nelle brughiere, dove le femmine costruiscono, con il fango e i granelli di sabbia cementati dalla saliva, piccoli nidi a forma di vaso, che vengono appesi a una pianta. Depongono un solo uovo, in ciascuno di essi e lo riempiono di bruchi, prima di sigillarlo e di andare a costruirne un altro, poco lontano. La larva si nutre per tutto l’autunno, poi si impupa all’inizio dell’inverso in bozzoli a forma di fiasco e sfarfalla in primavera.

VESPE MURATRICI

Ord.: Imenotteri – SottOrd.: Apocrita – Sez.: Aculeata – SuperFam.: Vespoidi – Fam.: Vespidi – Gen.: Odynerus

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Gli Odynerus, dette vespe muratrici (es. Odynerus spinite), sono specie solitarie, lunghe circa 1 mm, di colore nero predominante con disegni gialli. Costruiscono nidi nel terreno sabbioso o nella malta morbida dei muri, costituiti da 3 – 4 cellette. La vespa depone in ciascuna cella un uovo e cibo di riserva, costituito soprattutto da larve di altri insetti, e poi la chiude cementandola. Ciascuna larva che nascerà condurrà vita indipendente dalle altre.