S.I.S. Roma - Tarli del legno, disinfestazione

COLEOTTERI

Tarli del legno

S.I.S. Roma - Tarli del legno, disinfestazione

I tarli del legno sono piccoli coleotteri xilofagi, che minacciano l’integrità dei manufatti in legno e dei fusti vivi, provocando spesso danni irreparabili sia strutturali, che estetici.

Le larve, infatti, si nutrono del legno, ove scavano numerose gallerie, mentre i tipici forellini sono dovuti allo sfarfallamento degli adulti.

Quindi i fori, che notiamo sulla superficie del legno, sono di uscita e non di entrata, pertanto quando compaiono, significa che i danni sono già stati arrecati, spesso da anni, in quanto questi insetti hanno un ciclo vitale piuttosto lungo, che va da 6 mesi a 15 anni, a seconda della specie di appartenenza.
Le specie di tarli maggiormente infestanti appartengono a 3 famiglie principali: Anobidi, Lictidi e Cerambicidi.

ANOBIDI

Ordine: Coleoptera
Sott.Ordine: Poliphaga
SuperFam: Bostricoidea
Genere: Anobidi

Sono piccoli coleotteri cosmopoliti con corpo di forma cilindrica allungata, lungo da 4 a 8 mm, di colore variabile da marroncino a nero. Il capo è ricoperto dal pronoto, mentre le zampe sono corte e si inseriscono in scanalature nella parte inferiore del corpo. Le antenne sono ben separate alla base e gli ultimi tre segmenti sono più allungati e larghi dei precedenti. Gli adulti volano.
Le piccole uova di questi coleotteri sono deposte dalla femmina nei primi strati del legno. Dopo 4-5 settimane le uova si schiudono e le larve penetrano nel substrato, nutrendosi della polpa del legno (cellulosa, emicellulosa, lignina e amido) grazie a potenti enzimi digestivi, e scavando lunghe gallerie circolari, ove vivono per più di 3 anni, lasciando scarsi residui lenticolari, costituiti da fibre di legno ed escrementi, detti “rosume”. Le larve sono di colore biancastro, con corpo molle e ricurvo e apparato masticatore scuro. Non escono mai in superficie e possono permanere in questo stadio vitale da 1 a più di 4 anni, avendo quindi il tempo per arrecare ingenti danni, senza intaccare la superficie esterna. Scavano il legno in tutte le direzioni, ma non molto in profondità. Poi giunte a maturità si impupano in questi cunicoli, appena sotto la superficie. Dalle pupe mature fuoriescono gli individui adulti, generalmente in primavera o autunno, che sfarfallano all’esterno, lasciando dei caratteristici fori, indicativi del loro passaggio, con residui di polvere grossolana biancastra.
Attaccano preferibilmente legno duro di latifoglie e conifere, sia di fusti vivi, che di manufatti di arredamento, strutturali e di carpenteria, anche molto antichi. Possono essere attratti da colle vegetali delle rilegature, causando infestazioni crociate su libri, pergamene e documenti di archivio antichi. Questa famiglia è una delle più devastanti, avendo come obiettivo tutte le tipologie lignee e arrivando anche a compromettere la portanza meccanica di travi, soffitti e intelaiature, lasciandoli spesso apparentemente intatti esteriormente, in quanto, come già detto, i fori di uscita vengono prodotti solo dagli adulti con lo sfarfallamento, mentre all’interno del legno restano le gallerie vuote, che rappresentano una grave minaccia per l’integrità, sia di qualsiasi manufatto in legno, che delle piante vive, compromettendo stabilità e robustezza.

S.I.S. Roma - Tarlo comune del legno

Ordine: Coleoptera
Sotto ordine: Poliphaga
Super Famiglia: Bostricoidea
Famiglia: Anobidi
Genere: Anobium
Specie: Anobium punctatum

È di colore marrone scuro, lungo 3-5 mm. Le femmine depongono da 20 a 60 uova in vecchi fori di sfarfallamento o fessurazioni del legno, per cui il materiale legnoso levigato o trattato con smalti, resine e vernici risulta inattaccabile da questa specie. Le larve scavano gallerie dal diametro di 1-2 mm. Prediligono umidità, calore, buio e silenzio. Le condizioni di temperatura minima necessaria all’accrescimento sono di 13-14 °C (ottimale tra 22-23 °C) e l’umidità relativa deve essere superiore al 50%. I fori di sfarfallamento hanno il diametro di 1-2 mm circa, con piccoli coni di polvere biancastra, in granuli, sui piani sottostanti. Questo tarlo attacca legni duri di latifoglie e conifere, anche di alberi vivi, ma predilige deporre le uova nel legno situato in ambienti domestici, perché questo tipo di legno è più facilmente digeribile e l’ambiente è più riscaldato e lontano da condizioni atmosferiche sfavorevoli. Condizioni ambientali favorevoli possono determinare episodi di sfarfallamento anticipati o ritardati rispetto alla norma. Le infestazioni da Anpbium punctatum spesso sono associate a quelle del Nicobium hirtum. Inoltre all’Anobium punctatum si associa spesso la presenza dello Sceloderma domesticum e dell’Acaro del tarlo, parassiti delle larve di questo tarlo, che possono attaccare anche l’uomo.

S.I.S. Roma - Orologio della morte

Ordine: Coleoptera
Sotto ordine: Poliphaga
Super Famiglia: Bostricoidea
Famiglia: Anobidi 
Genere: Xestobium
Specie: Xestobium rufovillosum

Questo tarlo è noto con il nome di ‘orologio della morte’, poiché il suo richiamo sessuale consiste nello sbattere il capo rapidamente e ripetutamente contro il legno, generando un lieve tonfo con cadenza regolare, udibile soprattutto la notte. È di colore bruno rossastro, lungo 3-8 mm, con il dorso chiazzato da ciuffi irregolari di corti peli color giallo-oro. Le femmine depongono da 40 a 200 piccole uova, ovoidali, biancastre e lisce. Le larve sono biancastre, lunghe circa 11 mm. I fori di sfarfallamento hanno il diametro di 2-4 mm. Producono ingenti danni estetici, oltre che strutturali. Questo tarlo predilige il legno delle latifoglie e dei salici e raramente attacca le conifere. Ha bisogno di legno con un tasso di umidità piuttosto elevato e il suo insediamento è favorito dalla presenza sul legno stesso di funghi saprofiti, per l’azoto che questi producono.

S.I.S. Roma - Orologio della biblioteche

Ordine: Coleoptera
Sotto ordine: Poliphaga
Super Famiglia: Bostricoidea
Famiglia: Anobidi
Genere: Nicobium
Specie: Nicobium castaneum e Nicobium hirtum

Sono coleotteri lunghi 4-6 mm, il Nicobium castaneum è di colore bruno marrone, mentre il Nicobium hirtum è di colore bruno marrone con bande trasversali di peli grigi. Le femmine depongono circa 20 – 60 uova nelle fenditure del legno, da cui si sviluppano le larve, che scavano gallerie disposte in un fitto intreccio e molto ravvicinate. Gli adulti sfarfallano da Maggio a Settembre. Prediligono umidità, calore, buio e silenzio.
Attaccano soprattutto legni teneri, legni ammuffiti, manufatti lignei, rilegature dei libri e la cellulosa della carta. Infatti è facile rinvenirli nelle biblioteche. Il Nicobium castaneum predilige legno di conifere, mentre il Nicobium hirtum predilige legno di latifoglie, ma attacca anche quello di conifere e spesso coabita con l’Anobium punctatum.

S.I.S. Roma - Anobidi, P. Tilinus

Ordine: Coleoptera
Sotto ordine: Poliphaga
Super Famiglia: Bostricoidea
Famiglia: Anobidi
Genere: Ptilinus
Specie: Ptilinus pectinicornis

È un coleottero presente soprattutto in Europa, lungo 4-5 mm, di forma cilindrica allungata, di colore marrone scuro, spesso con elitre e appendici più chiare e ricoperto da una finissima peluria giallastra, poco visibile. Il maschio ha delle caratteristiche antenne a forma di pettine con denti larghi, mentre quelle della femmina hanno una frangiatura più corta e serrata, a forma di sega. Gli adulti si accoppiano dentro le gallerie, generalmente a Giugno, e sempre dentro le gallerie, la femmina depone le uova. Le larve scavano gallerie tortuose e intrecciate e le riempiono con molto rosume, compatto. Questo intreccio di gallerie intacca notevolmente la resistenza della struttura lignea, che esternamente sembra intatta, tranne che per qualche forellino di sfarfallamento, con tracce di rosume. Spesso da uno stesso foro escono più individui adulti, per cui il numero dei fori non è un indice del grado di infestazione. Predilige legni di acero, faggio, frassino, quercia, pioppo e ontano.

S.I.S. Roma - Anobidi, Oligomerus

Ordine: Coleoptera
Sotto ordine: Poliphaga
Super Famiglia: Bostricoidea
Famiglia: Anobidi
Genere: Oligomerus
Specie: Oligomerus ptilinoides

È un insetto presente nell’area mediterranea, lungo 6-7 mm, di colore bruno o bruno-rossastro, ricoperto da una fitta peluria. La femmina depone circa 30 uova, piccolissime (0,5 mm) nelle vecchie gallerie o nelle fenditure del legno. Attacca solo legno, prediligendo quello di latifoglie, secco, invecchiato e lavorato. È molto attivo nei mesi estivi, sopportando temperature molto alte e non resiste a temperature sotto i 12°C, mentre con umidità superiori al 20% le larve vengono attaccate e uccise da muffe.

LICTIDI

Ordine: Coleoptera
Sott.Ordine: Poliphaga
SuperFam: Bostricoidea
Genere: Lictidi

Sono piccoli coleotteri cosmopoliti, di colore marrone-bruno e dimensioni da 3 a 5 mm. Il corpo è cilindrico, leggermente appiattito e longilineo, con una netta distinzione tra corpo, pronoto e testa. Le antenne hanno forma clavata, essendo allargate all’apice. Gli adulti volano. La femmina depone 20-70 uova (di colore bianco traslucido, lunghe 1 mm e con una particolare forma a sacchetto allungato) all’interno dei vasi del legno, grazie a un lungo ovopositore. L’incubazione ha una durata variabile da 5 a 14 giorni; una volta nate, le larve rimangono in tale stadio per un periodo compreso tra i 6 e 24 mesi, a seconda delle condizioni ambientali (condizioni favorevoli sono temperatura elevata e umidità sotto il 30%). Esse si nutrono delle parti molli del legno, principalmente amido, scavando gallerie rotonde e di diametro non superiore a 1,5 mm, lungo i vasi linfatici, o paralleli a essi, distruggendo totalmente gli strati interni del legno e lasciando la superficie apparentemente intatta. Il rosume prodotto è finissimo, simile al talco. Poi giunte a maturità, le larve si portano in prossimità della superficie del legno e si impupano. Dopo circa un mese fuoriesce l’adulto, attraverso un foro quasi ovale, di circa 1,5 mm di diametro, senza espellere dall’interno il rosume, che crea solo delle sbavature di polvere finissima intorno a fori. Attaccano legni duri di latifoglie e alberi esotici, a vasi grossi, sia teneri che duri, sia di fusti vivi, che di manufatti lignei in opera (mobili e arredi) e di carpenteria. Questa tipologia di tarlo è forse la meno devastante, se paragonata alle altre, pur costituendo comunque un problema non indifferente, giacché non si limita a scavare nei pressi della superficie, ma tende piuttosto a seguire i vasi linfatici del legno fino alle zone più interne, compromettendo nel tempo la portanza meccanica della struttura lignea. I danni estetici sono invece meno ingenti rispetto a quelli causati dalle altre famiglie, grazie alla grandezza ridotta del tarlo stesso, e dei fori di sfarfallamento, i quali per le piccole dimensioni, spesso passano inosservati, aumentando la pericolosità dell’infestazione stessa, che può progredire per parecchio tempo senza essere notata. L’attacco di questo insetto comincia dal pavimento (dal parquet, dai tavolati, ecc.), sale infestando mobilio, rivestimenti in legno, ecc., quindi raggiunge il soffitto, attacca anche compensati e impiallacciature.

S.I.S. Roma - Lictide comune

Ordine: Coleoptera
Sotto ordine: Poliphaga
Super Famiglia: Bostricoidea
Famiglia: Lictidi
Genere: Lyctus
Specie: Lyctus brunneus

È di origine tropicale, ma si è acclimatato in tutto il mondo, tanto da diventare la specie più diffusa. È di colore bruno scuro, con le elitre più chiare, spesso rossastre, finemente e densamente decorate con piccolissimi fori, disposti in linee longitudinali irregolari. È lungo da 3 a 5 millimetri. La femmina depone circa 50-70 uova, in gruppi di 4-6 per vaso conduttore del legno. Giunge a sviluppo in 1 o 2 anni, ma con i nostri climi caldi può arrivare a 2-3 generazioni l’anno.

S.I.S. Roma - Lictide comune

Ordine: Coleoptera
Sotto ordine: Poliphaga
Super Famiglia: Bostricoidea
Famiglia: Lictidi
Genere: Lyctus
Specie: Lyctus linearis

È una specie europea, di colore marrone giallastro o rossastro, lungo da 2.5 a 5 millimetri, con elitre striate, per la presenza di file longitudinali di piccole setole. La femmina generalmente depone circa 20 uova, non in gruppo, ma di solito 1 solo uovo per vaso conduttore del legno. Giunge a sviluppo in 1 anno, ma con i nostri climi caldi può arrivare a 2-3 generazioni l’anno.

CERAMBICIDI

Ordine: Coleoptera
Sott.Ordine: Poliphaga
SuperFam: Chrysomeloidea
Genere: Cerambicidi

Sono coleotteri piuttosto grossi, essendo lunghi da 10 a 40 mm. Il corpo è cilindrico, con netta divisione tra capo e pronoto. Le antenne sono molto lunghe, simili a quelle del capricorno e possono anche superare la lunghezza del corpo e da cui, per l’appunto, deriva il nome comune di capricorno o longicorno, dato a questa famiglia. Le zampe hanno femori piuttosto allargati. L’adulto vola. La femmina è molto prolifica e depone fino a circa 100 uova, le quali hanno un periodo di incubazione compreso tra 7 e 45 giorni, a seconda delle condizioni ambientali. Sono anche molto longevi, lo stadio di larva infatti può durare più di 12 anni, scavando gallerie in tutte le direzioni e in profondità. Nel legno strutturale, quali travi, assi, etc., possono scavare per tutta la sezione e anche sotto la superficie, lasciando l’esterno intatto e causando gravissimi danni e rischio di crollo. Le gallerie dei Cerambicidi sono facilmente riconoscibili per la particolare forma ellittica e il diametro piuttosto grande, tra i 4 e i 9 mm e spesso decorrono vicine, separate da un diaframma finissimo. Questi tarli, attaccano i legni di latifoglia e di conifera, sia di alberi, che di manufatti, producendo un fine rosume color crema, che non viene espulso dalle gallerie, ma provoca delle sbavature intorno al foro di uscita. Altra caratteristica particolare è il tipico rumore udibile mentre il tarlo si nutre. Si tratta della famiglia di tarlo più devastante, in grado di compromettere facilmente la portanza meccanica del legno a causa delle gallerie particolarmente larghe e anche perché arriva fino agli strati più interni del legno, ossia il duramen, generalmente non raggiunto dalle altre famiglie di tarli. I danni quindi risultano ingenti e molto evidenti, sia dal punto di vista strutturale, che estetico. Non sono in grado di mangiare il legno con età superiore ai 90 anni circa, per la mancanza di enzimi per digerirlo, tuttavia attaccano svariati tipi di legno e prediligono le travi agli altri legni in opera e mobili.

S.I.S. Roma - Cerambicidi capricorno delle case

Ordine: Coleoptera
Sotto ordine: Poliphaga
Super Famiglia: Chrysomeloidea
Famiglia: Cerambicidi

Genere: Hylotrupes
Specie: Hylotrupes bajulus

Questo tarlo è noto come il capricorno delle case poiché le sue antenne sono molto lunghe, circa 1 cm e nodose, di forma simile a quelle del capricorno. Il corpo è lungo da 8 a 25 mm e di colore bruno-nerastro o bruno-giallastro, con 1-2 piccole macchie grigio-argentee sulle elitre, dovute a una fitta peluria. La femmina depone uova fusiformi in numero molto elevato, fino a 200, sulla superficie, nelle fessure o nelle giunzioni del legno, per mezzo di un ovidepositore retrattile. Le uova si schiudono dopo 1-2 settimane in condizioni ambientali ottimali, dopo 48 giorni in condizioni più sfavorevoli e le larve, bianche e molli, con capo sclerificato e forti mandibole, cominciano a scavare gallerie sempre più grandi, a mano a mano che l’insetto cresce, addentrandosi sempre più nell’interno del legno e producendo un fastidioso rumore. Condizioni ottimali per lo sviluppo sono l’alta percentuale di umidità e la temperatura relativamente elevata (18-27°). Una volta matura la larva, che può raggiungere la lunghezza di 4 cm, si impupa in prossimità della superficie esterna del legno. Quando il clima è secco e le temperature sono elevate, l’adulto esce dal legno, praticando un foro ovale, con bordi frastagliati, del diametro di 6-10 mm. Divenuto adulto, l’insetto continua a vivere nel legno e anche l’accoppiamento avviene all’interno delle gallerie, sebbene in caso di necessità possa volare in cerca di nuovo legno da attaccare. Il ciclo evolutivo completo ha una durata variabile che va da 2 a 15 anni. Questo tarlo è forse il pericolo maggiore per il legno in opera, meglio se poco stagionato, interno ed esterno, specialmente di conifere, impiegato nelle armature di tetti, nei solai, ecc., ma nel caso di forte infestazione possono attaccare anche alberi di latifoglie, infissi e mobili. È presente fino a un’altitudine di circa 2.000 metri. Le infestazioni durano alcune decadi. Il suo sviluppo dipende interamente dal contenuto di azoto presente nel legno, il cui valore nutrizionale diminuisce con il tempo, per cui difficilmente vengono attaccati manufatti in legno antico (di oltre 80 anni). Attacchi di notevole entità si riscontrano nei legnami messi in opera da un tempo relativamente recente (40-50 anni), prediligendo i legni teneri e asciutti, le essenze resinose delle conifere e le latifoglie.

S.I.S. Roma - Cerambicidi capricorno delle case

Ordine: Coleoptera
Sotto ordine: Poliphaga
Super Famiglia: Chrysomeloidea
Famiglia: Cerambicidi

Genere: Hesperophanes
Specie: Hesperophanes cinereus (o Trichoferus holosericeus)

È un tarlo lungo 10-25 mm, con corpo di colore brunastro, ricoperto da una fitta e minuta peluria grigia. Le antenne sono lunghissime, quasi quanto il corpo. La femmina è più lunga del maschio e depone 100-200 uova piccole e di forma allungata, nelle fessure o intercapedini del legno. Le larve che fuoriescono sono molli, bianco crema, con capo sclerificato e forti mandibole. Esse permangono nello stadio larvale per 2-4 anni e per nutrirsi scavano gallerie sempre più larghe, man mano che la larva cresce, di forma ellittica, ramificate, profonde, ma senza raggiungere il durame, producendo un fastidioso rumore e un rosume polveroso e compatto. Gli adulti sfarfallano da fori ovali di 4-10 mm di diametro, con bordi frastagliati, da cui fuoriesce parecchio rosume. Dallo stesso foro possono uscire più adulti, per cui il numero di fori, non è un indice del grado di infestazione del legno. Il ciclo vitale può durare fino a 3 anni. Questa specie è diffusa in tutto il mediterraneo e attacca il legno di latifoglie, prediligendo legno stagionato (non oltre 100 anni) o parzialmente stagionato di travature dei tetti, mobili, pavimenti e infissi in legno. Condizioni ottimali per lo sviluppo sono l’alta percentuale di umidità (90-95%) e la temperatura relativamente elevata (20°). Esso indebolisce seriamente le strutture, poiché le gallerie raggiungono il centro della sezione delle travi, fino a provocarne il crollo.

S.I.S. Roma - Cerambicidi longicorno blu violetto

Ordine: Coleoptera
Sotto ordine: Poliphaga
Super Famiglia: Chrysomeloidea
Famiglia: Cerambicidi

Genere: Callidium
Specie: Callidium violaceum L.

È un coleottero lungo da 11 a 15 mm, con corpo di colore blu metallizzato e lunghe antenne tipiche della Famiglia. La femmina depone le uova in gruppi nelle fessure della corteccia. Le larve si nutrono della corteccia e dei primi stati più teneri del legno, ove scavano larghe gallerie sinuose e producono un’abbondante rosume granulare. Quando sono mature, scavano una galleria un po’ più profonda (1-2 cm di profondità), nella quale si impupano. Gli adulti sfarfallano da fori di forma ovale e di diametro tra i 4-7 mm.
Attacca gli alberi di conifere e latifoglie, prediligendo i rami secchi o il legname abbattuto di fresco. Nelle case attacca il legno strutturale mal stagionato, ma solo se ricoperto dalla corteccia, provocando seri danni. Il ciclo vitale dura 1 anno nei legni umidi e fino a 2-3 anni nei legni secchi.

S.I.S. Roma - Cerambicidi longicorno variabile

Ordine: Coleoptera
Sotto ordine: Poliphaga
Super Famiglia: Chrysomeloidea
Famiglia: Cerambicidi

Genere: Callidium/Phymatodes
Specie: Phymatodes testaceus L.

È un coleottero lungo da 8 a 15 mm, con corpo longilineo di colore giallo-bruno, bruno-scuro e lunghe antenne tipiche della famiglia. La femmina depone le uova in gruppi, nelle fessure della corteccia. Le larve si nutrono della corteccia e dei primi strati più teneri del legno, ove scavano larghe gallerie curvilinee e producono un’abbondante rosume granulare. Quando sono mature, scavano una galleria un po’ più profonda (2-4 cm di profondità), nella quale si impupano. Gli adulti sfarfallano, di norma a giugno, da fori di forma ellittica e di diametro tra i 4-7 mm. Il ciclo vitale dura 2 anni.
Attacca gli alberi di latifoglie, prediligendo i rami secchi o il legname abbattuto di fresco. Nelle case attacca il legno strutturale mal stagionato, provocando seri danni.

S.I.S. Roma - Cerambicidi scarabeo vespa

Ordine: Coleoptera
Sotto ordine: Poliphaga
Super Famiglia: Chrysomeloidea
Famiglia: Cerambicidi

Genere: Plagionotus
Specie: Plagionotus Arcuatus

È un tarlo lungo 8-20 mm, che deve il suo nome comune al colore del corpo, che ricorda le vespe, essendo nero con strie trasversali e macchie gialle. Le lunghe antenne e le zampe sono di colore giallo-marroncino. Le antenne delle femmine sono un po’ più corte di quelle dei maschi. Le femmine depongono le uova in fessure tra la corteccia e il giovane legno (alburno). Le larve che ne fuoriescono, scavano gallerie longitudinali nell’alburno di diametro 8-10 mm e molto lunghe. Poi, dopo circa 12 mesi, giunte a maturità scavano a 3-7 cm di profondità dalla corteccia una camera finale più larga e a forma di L, ove si impupano. Gli adulti sfarfallano verso maggio-giugno, attraverso fori ovali e amano esporsi al sole sui tronchi. Il ciclo vitale è di circa 2 anni. In Italia, può essere rinvenuto facilmente in zone di montagna. Attacca querce, castagni, aceri, tigli, faggi, ma anche salici e predilige legni tagliati di recente, ma anche piante vive e legni strutturali mal stagionati, ai quali arreca gravi danni.

Coleotteri delle derrate e dei tessuti

S.I.S. Roma - Tarli dei tappeti

I Coleotteri delle derrate e dei tessuti sono insetti appartenenti all’ordine dei Coleotteri che possono provocare danni a prodotti alimentari conservati e materiali di origine animale o vegetale.

  • Coleotteri delle derrate: infestano soprattutto cereali, farine, pasta, legumi, frutta secca, spezie e altri alimenti conservati. Sia gli adulti sia, soprattutto, le larve possono alimentarsi delle derrate, causando perdita di prodotto, contaminazione e alterazione della qualità.

  • Coleotteri dei tessuti: attaccano materiali contenenti cheratina, come lana, pellicce, piume, tappeti e altri tessili di origine animale. I danni sono generalmente provocati dalle larve, mentre gli adulti spesso non si alimentano o si nutrono poco.

  • Caratteristiche comuni: hanno apparato boccale masticatore, metamorfosi completa (uovo → larva → pupa → adulto) e molte specie sono di piccole dimensioni e capaci di svilupparsi in ambienti protetti, come magazzini, dispense e abitazioni.

  • Sono importanti dal punto di vista igienico-economico perché possono causare danni quantitativi e qualitativi ai prodotti infestati.

S.I.S. Roma - Coleottero delle derrate

Ordine: Coleotteri
Famiglia: Trogositidi
Genere: Tenebroides
Specie: Tenebroides mauritanicus

È un infestante delle derrate alimentari, cosmopolita, diffuso in tutta Italia. Infesta magazzini soprattutto di grano, ma anche farine. Può raggiungere la lunghezza di 10 mm, superiormente è di color bruno-nerastro, mentre inferiormente è bruno-rossastro. La larva è bianco-giallastra, con capo ed estremità addominale nerastri ed è lunga circa 15 mm. I danni sono provocati sia dalle larve, che dagli adulti. Le larve si nutrono dell’interno e dell’esterno dei semi e poi si impupano nei detriti. Spesso si annidano nel legno degli impianti. L’adulto, che può vivere anche 2 anni, si nutre sia delle derrate stesse, che delle larve, pupe e carcasse di altri insetti che infestano le derrate. Lo Struggigrano presenta fino a 2 generazioni l’anno.

S.I.S. Roma - Coleottero delle derrate trogoderma

Ordine: Coleotteri
Famiglia: Dermestidi
Genere: Trogoderma
Specie: Trogoderma granarium

È un infestante delle derrate alimentari, cosmopolita, ama i climi caldo-temperati. Si nutre soprattutto di cereali in granella e loro derivati, ma anche di semi oleaginosi, semi di leguminose, latte in polvere, farina di pesce. Può raggiungere la lunghezza di 3 mm per le femmine e di 2 mm per i maschi, è di forma ovale, di colore marroncino, con macchie scure ed è ricoperto da una fitta peluria dorata. La larva è di colore marrone rossastro, con bande trasversali più scure, molto pelosa, con ciuffi più lunghi di peli all’estremità dell’addome e lunga circa 6 mm. I danni più gravi sono arrecati dalle voracissime larve, che inquinano le derrate con escrementi, spoglie, esuvie e soprattutto peli. Esse per nutrirsi demoliscono le derrate, rendendole in polvere. In caso di condizioni sfavorevoli come freddo e umidità, esse tendono a ripararsi in gruppo in crepe e fessure delle pareti, entrando in diapausa (fase di arresto dello sviluppo, in cui l’insetto non si alimenta, non si muove ed è inattivo). Anche l’impupamento generalmente avviene in ripari sulle pareti. È un insetto molto dannoso, anche per la sua elevata prolificità (a una temperatura di circa 30°C il ciclo completo di sviluppo dura 30 giorni).

S.I.S. Roma - Coleotteri delle derrate

Ordine: Coleotteri
Famiglia: Dermestidi
Genere: Anthrenus
Specie: Anthrenus verbasci

È un infestante delle derrate alimentari e dei tessuti, cosmopolita, ama i climi temperati. Attacca spezie, farine di carne e pesce, farinacei, semi e cariossidi di frumento, collezioni entomologiche, animali impagliati, pelli, pellami, pellicce, oggetti in cuoio e in corno, tende, tappeti, abiti di lana e seta, capelli, ammassi di polvere e detriti. È lungo circa 3,5 mm, è di forma ovale, di colore giallognolo, con vistose bande bianche o nere trasversali oppure macchioline bianche e scure ed è ricoperto da squame. Il capo è rivolto verso il basso, parzialmente nascosto dal torace. Può volare. Depone le uova in vecchi nidi, feltro, stoffa o lanugine. La larva è tozza, più stretta anteriormente e più larga e tronca posteriormente, di colore marrone, ispida, lunga 4-5 mm, con ciuffi più lunghi di peli all’estremità dell’addome. Per impuparsi spesso scava gallerie nei materiali. Gli adulti si nutrono di nettare e polline, per cui hanno bisogno di giardini nelle vicinanze. Spesso si rinvengono nei nidi di vespe o uccelli. I danni sono arrecati invece dalle larve, che inquinano i substrati alimentari con escrementi, spoglie, esuvie e soprattutto peli. Generalmente presenta una sola generazione l’anno.

S.I.S. Roma - Coleotteri delle derrate cappuccino

Ordine: Coleotteri
Famiglia: Bostrichidi
Genere: Rhizopertha
Specie: Rhizopertha dominica

È un infestante delle derrate alimentari e del legno, di origine tropicale, ormai cosmopolita. Teme le basse temperature, ma può svernare anche in ambienti freddi.
Attacca legno, farine, pasta, semi di leguminose, cariossidi di grano, orzo, riso, mais, nonché biscotti e gallette. L’adulto è lungo fino a 3 mm, di colore rosso bruno, il dorso e il capo sono ricoperti da punteggiature, in strie longitudinali. La larva è di colore biancastro, convessa, con il capo bruno e lunga circa 3 mm. I danni sono provocati sia dalle larve, che dagli adulti, la cui capacità distruttiva è molto elevata. Gli adulti sono molto longevi e attaccano e distruggono anche le strutture in legno, ove ricavano nascondigli. Le larve appena nate penetrano nelle cariossidi, anche più di una contemporaneamente nello stesso seme, ove si nutrono fino a maturità. Il cappuccino presenta fino a 3 generazioni l’anno.

S.I.S. Roma - Coleotteri delle derrate punteruolo del frumento

Ordine: Coleotteri
Famiglia: Curculionidi
Genere: Sitophilus
Specie: Sitophilus granarius

Il Sitophilus granarius è un infestante delle derrate alimentari, cosmopolita sebbene più diffuso nelle zone temperate. Vive nelle cariossidi di vari cereali, segale e frumento in particolare, ma può svilupparsi anche nelle paste alimentari. È lungo fino a 5 mm, di forma slanciata, di colore marrone- bruno uniforme, con punteggiature infossate e allungate lungo il dorso e il capo, ha inoltre un lungo rostro e non possiede ali. La larva è biancastra, ricurva, tozza, con il capo bruno e lunga circa 4 mm.
Sia gli adulti, che le larve sono responsabili di ingenti danni nei silos di cereali e nei magazzini dell’industria pastaria. Le femmine scavano un foro con il rostro nella cariosside e vi depongono un uovo ciascun seme, le larve, che nascono dopo circa 1-2 settimane, si nutrono dell’amido del seme fino a maturità e si impupano nella cariosside stessa, da cui escono come adulti. Il punteruolo del frumento presenta da 3 a 6 generazioni l’anno.

S.I.S. Roma - Coleotteri delle derrate tarlo dei biscotti

Ordine: Coleotteri
Famiglia: Anobidi
Genere: Stegobium
Specie: Stegobium paniceum

È un infestante delle derrate alimentari e del legno, cosmopolita, che attacca i prodotti farinacei secchi e compatti, come pane secco, pasta, biscotti, cracker, etc. Esso infatti ha una forte predilezione per gli amidi, ma può infestare anche carta, cuoio, pelli, legno, spezie, camomilla e cellulosa vegetale in genere. È inoltre molto comune trovarlo nelle dispense domestiche. È lungo fino a 4 mm, di forma ovoidale, colore bruno-rossastro, con piccoli solchi longitudinali sul dorso ed è ricoperto da una corta e fitta peluria. Il capo è rivolto verso il basso, per cui dall’alto non si vede. Le antenne presentano 3 seghettature terminali. L’adulto è un abile volatore e non si nutre. Le uova vengono deposte direttamente sul substrato alimentare, forando anche i confezionamenti. La larva è biancastra, ricurva, piccolissima, lunga da 0,15 a 0,5 mm ed è responsabile della maggior parte dei danni arrecati alle derrate, soprattutto dei pastifici. Grazie alle loro piccole dimensioni, riescono a penetrare in tutti i confezionamenti, ove si nutrono, scavando gallerie circolari con le potenti mandibole. Esse sono molto resistenti e riescono a sopravvivere senza cibo e a bassissima umidità fino a 7 giorni. L’impupamento avviene nelle gallerie e i nuovi adulti fuoriescono attraverso piccoli fori perfettamente circolari, simili a quelli lasciati dai tarli. L’intero ciclo vitale dura circa 2-5 mesi, a seconda delle condizioni ambientali. Il tarlo dei biscotti presenta fino a 4 generazioni l’anno.

S.I.S. Roma - Coleotteri delle derrate tarlo del tabacco

Ordine: Coleotteri
Famiglia: Anobidi
Genere: Lasioderma
Specie: Lasioderma serricorne

È un infestante del tabacco e delle derrate alimentari, ormai cosmopolita, molto diffuso nelle zone tropicali, ma anche temperate. La larva infesta il tabacco e i suoi derivati (sigarette, sigari), tessuti, ma anche semi oleaginosi, frutta e verdura disidratata, spezie, camomilla, noccioline, pesce secco, ecc., dei quali sono capaci di perforare le confezioni o involucri, grazie a un robusto apparato boccale.
L’adulto è lungo fino a 4 mm, di forma ovoidale e colore giallo bruno rossastro, il dorso è liscio e ricoperto da una leggera peluria. Il capo tende a curvarsi verso il basso, per cui dall’alto non si vede. L’aspetto è molto simile a quello del tarlo dei biscotti, la differenza più evidente può essere riscontrata a livello delle antenne, che sono interamente seghettate nel Lasioderma, mentre nello Stegobium presentano solo 3 seghettature terminali. Gli adulti sono abili volatori, ma non si nutrono. Le larve sono lunghe circa 4 mm, di colore bianco crema, incurvate e ricoperte da fitte setole, con il capo scuro e molto mobili. Le uova vengono deposte nei mesi più caldi, direttamente sul substrato alimentare, ove le larve fuoriuscite, nutrendosi, scavano cunicoli circolari (simili alle gallerie scavate dai tarli del legno). L’impupamento avviene nelle derrate, in fragili bozzoli, da cui escono individui adulti, che già dopo 48 ore sono in grado di accoppiarsi. Nei nostri climi temperati presenta fino a 3 generazioni l’anno.

S.I.S. Roma - Coleotteri delle derrate scarabeo ragno dorato

Ordine: Coleotteri
Famiglia: Ptinidae
Genere: Niptus
Specie: Niptus hololeucus

È un infestante delle derrate alimentari e dei tessuti, originario dell’Asia occidentale, ormai cosmopolita. Attacca vari prodotti alimentari secchi a base di cereali, grano deteriorato, semi, vegetali in polvere, latte in polvere e molti tessuti. Danneggia anche i confezionamenti. È un piccolo coleottero di 3-4, 5 mm, di aspetto simile a un ragno, con grosso addome arrotondato, torace stretto, capo piccolo e arrotondato e lunghe zampe. Il corpo è marrone ed è interamente ricoperto da lunga e fine peluria dorata. In natura può essere rinvenuto nei nidi d’api, vespe e uccelli, ma può essere ritrovato anche tra i detriti animali e vegetali, nei capannoni, magazzini, cantine, vecchie case. Ha abitudini notturne e non ha ali, per cui non vola, ma corre molto rapidamente. La femmina depone circa 20-40 uova, singolarmente, nell’arco di alcune settimane. Esse si schiudono dopo 10-20 giorni (temperatura ottimale 18-20°C). Le larve sono lunghe 3,5 cm, bianco-giallognole, con capo marrone e forma a “C”. Vivono 2-4 mesi e sono le responsabili dei danni ai tessuti. Poi si impupano, sempre nel substrato alimentare e dopo 18-26 giorni escono gli adulti, i quali vivono in media 8-9 mesi. Può avere 2 generazioni l’anno, con adulti che si manifestano soprattutto in giugno-luglio e ottobre-novembre.